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Estate, tempo di solidarietà e relazioni umane 

Siamo in piena estate. Stanno per iniziare le ferie. C'è chi parte e chi resta. Pesa, però, su tutti una crisi che non ci può lasciare tranquilli. Dimenticarla significa stordimento e incapacità di affrontare con responsabilità il domani. Non c'è solo la povertà, ma anche l'indigenza acuta. Secondo l'Istat vivono in questa situazione 3 milioni e 74 mila individui (il 5,2 % della popolazione) per un totale di 1 milione e 162 mila famiglie (il 4,7 % del totale), ovvero tutte quelle che non sono in grado di sostenere neanche una spesa mensile minima necessaria ad acquisire beni e servizi essenziali per una vita accettabile. La fila di persone davanti alla sede della Caritas lo mette in evidenza.
Per questo le ferie, pur necessarie per un ricupero di forze, non devono diventare occasione di spreco che suona offesa a chi non ha mezzi per vivere dignitosamente.
Occorre, dunque, pensare alle vacanze con intelligenza e soprattutto educare ragazzi e giovani ad un cambio di mentalità nel gestire questo tempo con animo conviviale e solidale. La convivialità ti fa cercare persone con cui condividere esperienze belle ed arricchenti; la solidarietà non ti fa dimenticare chi si trova in situazioni di disagio e di povertà.
In particolare in queste settimane non dobbiamo abbandonare gli anziani. È giusto un po' di riposo, ma ci sono dei doveri irrinunciabili, come l'assistere gli anziani genitori. Quando c'è amore, si coniugano insieme le due esigenze, il riposo e il dovere dell'assistenza. Certo ci vuole sacrificio, ma se c'è buona volontà si trova una soluzione soddisfacente.
Con questi pensieri noi voglio turbare le ferie, ma sottolineare che questo tempo va vissuto con discernimento, esprimendo legami più profondi con la propria famiglia, cercando un rapporto diverso con la natura e trovando il tempo per rientrare in sé stessi e scoprire il vero senso della vita.
Le vacanze sono "buone" e "fruttuose" se ci arricchiscono in umanità.

Pier Giorgio Debernardi