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Un paese per i giovani 

Ho letto con apprensione l’appello di una diciottenne che lanciava un grido di allarme: “Se immagino il mio futuro vedo solo un gran buco nero, a volte penso di emigrare dando un gran dispiacere ai miei genitori e nei mille dubbi che ho mi chiedo: dove posso andare? Dove posso trovare un lavoro stabile e mettere radici?”.
Queste domande le possiamo trovare sulla bocca di tanti giovani. A volte in loro c’è tanta amarezza e sfiducia.
Un primo tentativo di risposta è: “Non lasciare l’Italia”. C’è un documentario del 2009 (premiato in numerosi festival) dal titolo: “Italy: love it or leave it”, che narra di due ragazzi, uno altoatesino pragmatico e uno romano ottimista, in giro per l’Italia a bordo di una 500. Scoprono gli aspetti deteriori: la politica arrabbiata, la malavita, l’illegalità e tanta povertà. Ma poi giungono alla decisione di non emigrare perché andarsene significherebbe una diserzione. Anche nel nostro Paese ci sono cose belle, non sempre in evidenza. Non tutto è allo sfascio.
È importante che i giovani trovino fiducia e vedano che anche nel momento presente, pur in mezzo alla crisi, ci sono prospettive concerete per il loro futuro. Certamente il lavoro e la disoccupazione giovanile sono la vera emergenza perché hanno raggiunto un punto critico altissimo. I dati Istat dicono che un giovane su tre in Italia è senza lavoro e la disoccupazione tocca il trenta per cento della popolazione. Così la mancanza di lavoro riduce i redditi e la gente chiede più prestiti; si indebita con il rischio di cadere nell’usura.
Solo la ripresa del lavoro con interventi urgenti può dare un futuro ai giovani. Essi chiedono che la persona, il lavoratore, sia protetto sul mercato  del lavoro attraverso maggiore efficienza e maggiore equità sociale. Questo significa che vengano date a loro le opportunità di cui hanno diritto. Il nostro Governo saprà offrire queste opportunità? Incrementerà la cultura del lavoro fatta di professionalità e di virtù morali?
I giovani hanno capacità e forza per contribuire ad un reale cambiamento. Ma devono essere presenti nella vita sociale e in quella politica. Solo cosi possono purificare l’aria, lottando contro la corruzione e rendere il nostro Paese più equo e solidale.

Pier Giorgio Debernardi