A tu per tu con Derio. Avvento 2025. In festa (parte III)

Il vescovo Derio invita a riscoprire il senso profondo della festa, soprattutto nel tempo che conduce al Natale. La festa serve a rallentare, a interrompere la corsa quotidiana fatta di scadenze e impegni, per imparare di nuovo ad apprezzare ciò che ci circonda. Come accade quando si cammina invece di viaggiare ad alta velocità, solo rallentando si riescono a cogliere i dettagli, la bellezza, il valore delle persone e del creato. Richiamando il sabato biblico e il racconto della creazione, il vescovo ricorda che fermarsi permette di guardare il mondo e dire: «È bello». In un tempo segnato da molte cose brutte, citando Italo Calvino, invita a cercare ciò che “non è inferno” e a farlo durare, coltivando il bene e il bello. Il Natale rafforza questa prospettiva: Dio è entrato nella storia ed è presente in ogni realtà. Come ricorda Papa Francesco, Cristo dimora nell’intimo di ogni essere. Guardare la terra, l’acqua, l’aria e il sole diventa allora un modo concreto per riconoscere la presenza generosa, vitale e fiduciosa di Dio accanto a noi.