“Don Barra for Africa” non si lascia fermare dal terrorismo

Lo scorso giovedì 18 maggio a Pinerolo si è svolta l’assemblea annuale dell’Associazione “Don Barra for Africa. Ad aprire la serata il vescovo, che dell’associazione è presidente. Monsignor Pier Giorgio Debernardi ha fatto il punto sull’avanzamento dei progetti e in modo particolare sul grande barrage, finanziato dalla CEI con un contributo di circa 1 milione e 400mila euro, che permetterà la raccolta dell’acqua piovana.

«Voglio rivolgere a tutti i soci un augurio che sta in un parola latina: magis. Di più! – ha concluso il vescovo –. Abbiamo già fatto molto ma possiamo fare ancora di più con l’aiuto e il contributo di tante persone generose, a partire dai soci.

Adriano Andruetto, con il supporto di immagini videoproiettate, ha relazionato circa il suo recente viaggio in Burkina e sulla situazione dell’area della regione del Sahel e della Diocesi di Dori.

Una nuova generazione di africani

Benché la zona sia proibita dalle ambasciate europee, a causa del terrorismo di Al Qaeda imperante nel confinante Nord del Mali, siamo partiti perché eravamo stati caldamente invitati dalle autorità del Burkina Faso, non solo dal Sindaco di Gorom-Gorom e dal Governatore della Regione Sahel, ma anche dal Ministro dell’Interno. Con la garanzia di una scorta e avendo informato il Ministero degli Esteri, la nostra delegazione, composta di sette persone (a proprie spese, come sempre), ha portato a termine la missione.

Tornati a gennaio, siamo sempre stati in contatto con il vescovo di Dori e con i nostri due collaboratori di Gorom-Gorom (Amadou Cissé per Scuola e Cultura; Amadou Ly per lo Sviluppo comunitario), oltre che con giornali, radio e TV via internet.

In particolare è stata preziosa Droit Libre TV (Diritto Libero TV), la prima webTV dell’Africa occidentale sui diritti umani, nata in Burkina Faso, ma che opera anche in Senegal, Mali e Costa d’Avorio. È una TV senza frontiere: una Tv per una nuova generazione di africani liberi e critici.

La generazione che, in Burkina Faso, è scesa in piazza senza violenza, nell’ottobre 2014 contro il tentativo autoritario di Blaise Compaoré e nel 2015 contro il tentativo di restaurazione con un colpo di stato. Una generazione che ha pagato con il sangue la sua sete di libertà, di democrazia e di informazione.

Negli ultimi mesi, i problemi in Burkina Faso sembrano aumentati. Tuttavia noi vediamo e sentiamo, nei nostri amici della Regione del Sahel, il coraggio, l’orgoglio di essere burkinabé (“Il Paese degli uomini onesti”), l’attaccamento alla loro terra e l’impegno per lo sviluppo.

Tutto questo ci commuove profondamente, ci spinge ad aiutarli e, se potessimo, a fare ancora di più! La guerra nel Mali del 2012 e l’insediamento oppressivo dei gruppi terroristici nel Nord del Paese avevano provocato l’arrivo di oltre 80 mila profughi con la decisione delle ambasciate di considerare le province dell’Oudalan e del Soum zona rossa, proibita agli europei.

Le conseguenze di questa decisione sono stati gravi perché le strutture turistiche sono state abbandonate, i prodotti dell’artigianato locale non hanno più clienti, il commercio transfrontaliero gravemente compromesso e gli aiuti allo sviluppo delle ONG non arrivano quasi più.

Come non bastasse, il 25 gennaio 2017 un gruppo armato di terroristi dal Mali ha attaccato una scuola nella vicina provincia del Soum, lanciando agli insegnanti nel Sahel la minaccia: insegnate il Corano e solo più la lingua araba oppure andatevene dalla Regione.

Il 3 marzo scorso il direttore della Scuola primaria, 28 anni, con moglie incinta, è stato assassinato a Kourfayel, a 50 km dal capoluogo Djibo, vicino al confine. Il giorno dopo, gli insegnanti, per paura di altre rappresaglie, hanno chiuso le scuole e si sono recati nel capoluogo Dori, manifestando contro i terroristi e chiedendo maggiore sicurezza, per loro, per gli abitanti e per la difesa dell’integrità territoriale.

A Gorom-Gorom, però, gli insegnanti locali (non quelli provenienti dalle altre Regioni), che in gran parte hanno usufruito nel decennio scorso delle nostre borse di studio (prima della Fondazione Bono-Ullo e poi anche della nostra Associazione Don Barra for Africa), rendendosi conto del danno per gli allievi, hanno organizzato dei corsi di recupero, per la preparazione ai prossimi esami, in biblioteca, oppure a casa propria, anche di notte.

Adesso la situazione sembra migliorata perché gli insegnanti sono ritornati al loro posto di lavoro. Il 22 marzo l’esercito del Burkina Faso ha ucciso il capo di un gruppo di ribelli e ha arrestato diciotto terroristi. Il sindaco di Gorom-Gorom è stato in Italia, venerdì 12 maggio e ha garantito che la difesa dei lunghi confini con il Mali è ben presidiata. Sono state installate quattro guarnigioni nei comuni che si trovano tra il confine e la città di Gorom-Gorom.

Le scuole e la cultura sono fondamentali per lo sviluppo e per la formazione di una classe media locale di professionisti e di operatori socio-economici. L’agricoltura (e specialmente l’orticoltura) è garanzia di sicurezza alimentare, ma anche di lavoro e di reddito, grazie alla nuova diga in costruzione (finanziata dalla CEI e dalla nostra Associazione). Infine, va ricordata la valorizzazione e il miglioramento dell’allevamento, principale attività tradizionale di una popolazione già nomade, grazie alla Cascina-Scuola.

Adriano Andruetto