Accolitato e lettorato: servizi alla Parola e alla comunità

Il vescovo Derio conferisce il lettorato e l'accolitato a Marco Longo e Fabrizio Tavella

Una riflessione del Cancelliere diocesano, Giorgio Grietti, sul ruolo di chi ha ricevuto i ministeri del lettorato e dell’accolitato anche al di là della liturgia.

Il vescovo Derio conferisce il lettorato e l’accolitato a Marco Longo e Fabrizio Tavella

 

L’apertura alle donne

Papa Francesco ha aperto anche alle donne (e “Vita” è già intervenuta sul tema) la possibilità di diventare lettrici e accolite in forma istituita e permanente. Vorrei approfondire l’argomento guardando al servizio del lettore e dell’accolito oltre e fuori il momento liturgico. Questo è il momento fondante l’esercizio di un ministero, ma quest’ultimo non si esaurisce nella celebrazione dell’Eucaristia. Una celebrazione con il vescovo o il presbitero, il diacono, i ministri istituiti, è una bellissima “epifania” (manifestazione) della chiesa con doni (direbbe San Paolo) diversi per l’utilità comune. Ma ciò che si celebra va oltre il momento liturgico, non può esaurirsi all’interno del momento celebrativo. Vorrei portare l’attenzione di chi legge o serve all’altare nell’ambito e nella vita di una comunità che ha celebrato.

 

Il lettore

Mi muovo dal lettore. Non ha solo una funzione (evidentemente quella di proclamare la lettura biblica nella prima parte della celebrazione dell’Eucaristia), ha un compito oltre ad essa, compito che possiamo esprimere definendo il lettore istituito come colui che è «a servizio della Parola». Analogamente giungo a dire che l’accolito non solo è a servizio della celebrazione eucaristica, bensì è a «servizio della comunità». La mia riflessione nasce dai testi liturgici dell’istituzione dei suddetti ministeri. Il lettore, leggiamo nel rito di istituzione, «è annunciatore della Parola», in primo luogo nell’assemblea liturgica, ma anche «educando alla fede i fanciulli e gli adulti, guidandoli a ricevere degnamente i sacramenti, portando l’annunzio del Vangelo agli uomini che ancora non lo conoscono». Animare nella comunità un gruppo biblico, fare catechesi, leggere e meditare la Scrittura con altri credenti, sentirsi responsabili di un compito “missionario”, quale quello dell’annuncio [bisognerà studiarne le forme] mi dà un compito che serve la Parola non solo nella liturgia. Ovviamente questo comporta che il lettore istituito conosca la Scrittura, la studi, la mediti, l’approfondisca con una apposita formazione Leggiamo nella preghiera di benedizione: «benedici, Signore, chi è eletto al ministero di lettore. Fa’ che nella meditazione assidua della tua Parola ne sia intimamente illuminato per diventarne fedele annunziatore ai suoi fratelli».

 

L’accolito

Il rituale di istituzione indica così il compito dell’accolito: «aiutare i presbiteri e i diaconi nello svolgimento delle loro funzioni e come ministri straordinari potrete distribuire l’Eucaristia a tutti i fedeli, anche infermi». Quest’ultimo aspetto, assai significativo, porta oltre il momento celebrativo o, potremmo dire, lo prolunga per chi a causa della malattia o dell’età non può venire in chiesa ed è espressione (così si ricava dai testi liturgici) di amore e carità. Tuttavia io intravvedo ancora un possibile servizio particolare.

 

Liturgia festiva della Parola di Dio

La Conferenza episcopale piemontese ha pubblicato nel 2018 “Liturgia festiva della Parola di Dio in assenza di celebrazione eucaristica”. È previsto che anche un “ministro laico” possa presiedere (previa preparazione e designazione pubblica) queste liturgie festive (distribuendo anche l’eucaristia) oppure quelle che la proposta rituale dei vescovi piemontesi chiama “Liturgia feriale della comunità” con la recita di parte della “Liturgia delle ore” e la distribuzione della comunione. La struttura celebrativa festiva prevede il rito di introduzione, la liturgia della Parola, la venerazione della Croce, il rito della Comunione, il congedo. Non è forse questo un possibile compito per un accolito? E l’accolito non può in questo rito essere affiancato da un lettore?

 

Cammini di preparazione intensa

Non lasciamoci guidare dall’idea che in fretta e facilmente (come si dice in quattro e quattr’otto) si debbano istituire questi ministeri laicali (tantomeno per sentirci “moderni” nel conferirli alle donne… sarebbe troppo poco!), ma riflettiamo sul significato dei ministeri nella chiesa, pensiamo a percorsi di preparazione di lettori e accoliti (anche uomini!). Siano cammini di preparazione intensa. E già penso a coloro che diranno «cerchiamo il minimo di preparazione per non perdere tempo». Ho l’impressione che talvolta si preferisce giocare “al meno” per non essere ulteriormente impegnati! A me stesso dico (e mi permetto di dirlo ai confratelli presbiteri e diaconi) di non pensare a questi ministeri solo come aiuto al tuo ministero: non sono al tuo servizio ma al servizio della comunità.

Don Giorgio Grietti