
La delegazione Caritas di Pinerolo a Gibuti testimonia la violenta repressione della polizia contro i bambini di strada assistiti dai loro centri.
Dal 12 gennaio, il diacono Rocco Nastasi, presidente della Caritas diocesana di Pinerolo, si trova in Gibuti insieme a una delegazione di Caritas Piemonte e Valle d’Aosta. La missione nasce con l’obiettivo di avviare un progetto di gemellaggio e cooperazione internazionale, focalizzato sul supporto ai minori più vulnerabili.
Nel cuore del Corno d’Africa, la Caritas locale opera instancabilmente per proteggere i bambini di strada, molti dei quali migranti in fuga da povertà e conflitti. Attraverso i centri diurni e il programma educativo LEC (Lire, Ecrire, Compter), l’organizzazione offre pasti, cure mediche e una possibilità di riscatto dall’emarginazione.
Tuttavia, la realtà del campo si è mostrata in tutta la sua crudezza durante la mattinata del 28 gennaio. Mentre la delegazione distribuiva la colazione, un manipolo di poliziotti giovanissimi ha fatto irruzione nel centro, aggredendo con violenza i presenti.
Racconta Nastasi:
«Hanno cominciato a picchiare alcuni ragazzi vicino all’ingresso. Abbiamo visto arrestare quattro o cinque giovani con estrema brutalità».
Nonostante le rassicurazioni ottenute al commissariato centrale circa il rilascio dei fermati, l’episodio ha lasciato un segno profondo. Le parole di Nastasi denunciano un clima di ostilità strutturale:
«Questo ci fa capire quanto questi ragazzi, poco più che bambini, non siano minimamente tollerati in questo Paese».

