
Carissimi presbiteri e diaconi,
Carissimi catechisti e catechiste,
Papa Francesco ci ha detto che “peggio della pandemia c’è solo il rischio di sprecarla”. Per questo motivo non si tratta di ripartire come se nulla fosse successo, bensì di ricominciare. L’ufficio catechistico nazionale ci dice: “Più o meno consapevolmente, molti vorrebbero tornare alla ‘normalità pastorale’ di sempre. È questo un indice della fatica ad interiorizzare la portata del cambiamento in atto e la conseguente opportunità ecclesiale. È importante rifuggire la tentazione di soluzioni immediate e cercare piuttosto di discernere una nuova gerarchia pastorale: quali prassi pastorali mettere in secondo piano o persino tralasciare e quali mettere in cima e privilegiare? Si tratta di una salutare ‘potatura’ per ricominciare e non soltanto ripartire”.
Per questo motivo è importante dedicare tempo ad ascoltare e condividere il vissuto di questo periodo. Tra catechisti e con i genitori. Per questo lavoro possono essere utili le quattro immagini usate da Biemmi nell’introduzione al libro “Non è una parentesi” (Piazza san Pietro vuota, la bassa marea, la bara del rabbino e la lettera della bambina al virus).
In secondo luogo è fondamentale curare le relazioni con le famiglie e con i ragazzi. Su questo aspetto bisogna industriarsi per tenere i contatti (messaggi, telefonate, visite, lettere, mail…).
In terzo luogo occorre riscoprire l’aspetto prioritario della casa. La fede si vive soprattutto in casa e si “passa” soprattutto in casa. Dobbiamo migliorare la nostra capacità, come presbiteri e catechisti, di fornire aiuti e suscitare occasioni per parlare di fede in casa, per fare momenti di preghiera (ai pasti, alla sera, attorno al presepe…), per curare piccoli simboli (il quadro dell’anno, il piatto della quaresima). Consigliare video, cartoni animati…
In questa linea quest’anno non possiamo fare un programma preciso. Questo non significa che dobbiamo lavorare di meno; purtroppo dobbiamo lavorare di più per ascoltarci e ascoltare, per curare le relazioni e offrire maggiori aiuti ai genitori. Dobbiamo lavorare di più per discernere e creare.
In pratica suggerisco di non iniziare con regolarità gli incontri di catechismo prima di Natale. In questi mesi invito a fare incontri tra catechisti e con i genitori. Inoltre è possibile tenere qualche incontro a piccoli gruppi (con turni, o usando saloni). Potrebbe essere interessante proporre ai genitori di fare uno o due incontri a piccoli gruppi in casa. Si possono invitare a turno i gruppi mezz’ora prima della Messa della domenica, vivendo con loro una seria e simpatica preparazione alla celebrazione.
Questo tempo non deve essere un “tempo vuoto”, bensì un tempo di ascolto, di corresponsabilità e di creatività. Tra catechisti e con i genitori è fondamentale aiutarsi a trovare forme e modi nuovi. Forse ne potrebbero scaturire suggerimenti importanti per il futuro.
Invito tutti a leggere il documento “Ripartiamo insieme” (all. 1). Inoltre, per quanto riguarda le norme da seguire per gli incontri con i minori invito a leggere le “linee orientative” (all. 2 e 3).
Per quanto riguarda la celebrazione dei sacramenti dell’Iniziazione Cristiana offro questi consigli: nelle parrocchie dove il numero dei ragazzi è piccolo invito a rinviare la celebrazione al 2021, mettendo insieme due annate. Nelle parrocchie dove il numero è grande invito a proporre la celebrazione nei mesi di gennaio-marzo (per il gruppo che ha dovuto posticipare la data) e di calendarizzare dopo pasqua la celebrazione del gruppo dell’anno in corso. Per tutte queste date siete pregati, come sempre, di comunicare le proposte di date al diacono Valter Mosca. In via eccezionale chi desidera porre la celebrazione nei mesi di novembre-dicembre (salvo le date già previste dal calendario dell’anno in corso) può accordarsi direttamente con me.
Vi ringrazio di vero cuore ed invoco su tutti voi lo Spirito del Signore risorto. Buon cammino.
+ Derio Olivero e l’Ufficio Catechistico Diocesano
