Decreto vescovile sull’utilizzo delle campane

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«Risale all’antichità l’uso di ricorrere a segni o a suoni particolari per convocare il popolo cristiano alla celebrazione liturgica comunitaria, per informarlo sugli avvenimenti più importanti della comunità locale, per richiamare nel corso della giornata momenti di preghiera, specialmente il triplice saluto alla Vergine Maria. La voce delle campane esprime dunque, in certo qual modo, i sentimenti del popolo di Dio quando esulta e quando piange, quando rende grazie o eleva suppliche e quando, riunendosi nello stesso luogo, manifesta il mistero della sua unità in Cristo Signore» (Benedizionale n. 1455).

Da tempo immemorabile l’uso delle campane è espressione culturale della comunità ecclesiale, strumento di richiamo per le celebrazioni liturgiche e per altre manifestazioni della pietà popolare, nonché segno che caratterizza momenti significativi della vita della comunità cristiana e di singoli fedeli. Esso rientra nell’ambito della libertà religiosa, secondo la concezione propria della Chiesa cattolica e gli accordi da essa stipulati con la Repubblica Italiana. Come tale, la Chiesa intende tutelarlo e disciplinarlo in modo esclusivo, con attenzione alle odierne condizioni sociali.

Anche nella nostra Diocesi si rende opportuna una regolamentazione del suono delle campane, che ne salvaguardi le caratteristiche tipicamente religiose nel rispetto delle attuali esigenze della popolazione.

Pertanto, con il presente Atto

DECRETO

che nella nostra Diocesi si osservino le seguenti disposizioni:

Il suono delle campane è consentito solo per i seguenti scopi:

  • indicare le celebrazioni liturgiche e le altre manifestazioni di preghiera e di pietà popolare;
  • essere segno, in particolari circostanze, che accompagna le suddette celebrazioni;
  •  scandire i momenti più importanti della vita della comunità cristiana (feste, lutti, ecc.);
  • richiamare al mattino, a mezzogiorno e alla sera il saluto a Maria.

Altri utilizzi potranno essere richiesti e consentiti, in via eccezionale, da parte dell’Ordinario del luogo.

 

Data la tradizione diffusa e recepita nel nostro territorio di abbinare il suono delle campane allo scorrere del tempo, è consentito l’uso delle campane per scandire le ore. I rintocchi dovranno essere limitati alle ore o, al più, alle mezz’ore, e non essere ripetuti.

 

Il suono delle campane, per gli scopi sopra indicati, è preferibilmente da contenere tra le ore 7,00 e le ore 22,00. Costituiscono eccezione la Veglia Pasquale e la notte di Natale ed eventuali altre celebrazioni collocate fuori dell’orario indicato.

Pinerolo, 8 dicembre 2021

Derio Olivero

Vescovo Diocesano

Dott. Can Don Giorgio Grietti

Cancelliere