
«La Candelora è una festa profondamente legata alla vita quotidiana e alla storia concreta delle persone. Per secoli, soprattutto nelle nostre terre del Nord, l’inverno non era solo una stagione, ma una prova durissima: il freddo, il buio, le malattie, la scarsità di cibo mettevano seriamente in discussione la possibilità stessa di arrivare alla primavera. Per questo, già prima del cristianesimo, intorno al solstizio d’inverno e poi nei mesi successivi, i popoli accendevano fuochi e luci, quasi per aiutare il sole a riprendere forza e per resistere alla paura del gelo e dell’oscurità». Così, il vescovo Derio contestualizza la Festa della Candelora, che sarà proposta lunedì 2 febbraio a Pinerolo. Si partirà dalla chiesa parrocchiale Madonna di Fatima (via Caprilli, Pinerolo) alle 20:30 con un momento di riflessione e preghiera guidato dal vescovo Derio e animato dalla Pastorale Giovanile diocesana (quest’anno sono invitati in modo particolare i giovani). Quindi benedizione delle candele e della “Candela della Famiglia”.
«La candela accesa – spiega il vescovo – dice che Dio è colui che combatte il male e che noi, con Lui, siamo chiamati ogni giorno a lottare contro il non senso, il dolore, la rassegnazione. Nella Candelora risuona una preghiera: non siamo all’altezza della battaglia contro il male, ma desideriamo combatterla, senza arrenderci. Non vogliamo concedere al male l’ultima parola, né lasciargli la soddisfazione di convincerci che la vita non valga la pena di essere vissuta.
Accendere una candela significa affermare, anche quando è difficile, che la vita è una benedizione, che amare non è stato un errore, che sperare ha senso. In questo sta il cuore della Candelora: una luce fragile ma ostinata, che continua a brillare per dire che la vita merita, sempre».
In processione si raggiungerà la cappella di Santa Lucia delle Vigne dove saranno celebrati l’affidamento e la benedizione individuale. Al termine, vin brulè e cioccolata calda preparati dal Gruppo Alpini della frazione Abbadia Alpina.

