La vita consacrata: dono di Dio alla Chiesa e al mondo

Una riflessione del superiore del Convento dei Frati Cappuccini di Pinerolo sulla presenza dei religiosi nella Chiesa.

 

«Avevo quattordici anni e mezzo. Non andavo molto d’accordo con la mia matrigna, avevamo entrambe bisogno di “cambiare” qualcosa. I miei genitori mi hanno proposto di andare a imparare il francese e, anche se non ne avevo proprio voglia, sentii di non avere altra scelta. Non sapevo che sarei finita in una casa di suore. “Religiose” diceva il volantino. Non voleva dire “suore” per me, ma solo che si preoccupavano del benessere spirituale. Ho accettato e… la sorpresa di trovarmi di fronte a delle “vere suore” è stata grandissima. Ma come faceva Dio a chiamare? Come si può essere sicuri che sia proprio Lui? Sono passati gli anni. Sono andata apprendista in una tipografia. Molto attiva nei gruppi giovanili della mia zona, ho partecipato a un pellegrinaggio parrocchiale… Durante un ritiro a Taizé, ho detto “sì” al Signore». Questa testimonianza di suor Claudia è un esempio concreto di che cosa significhi la parola vocazione.

Lo scorso 6 gennaio nella nostra Diocesi abbiamo celebrato la festa della vita consacrata, con la messa nella basilica di San Maurizio, un’occasione per riflettere sulla presenza dei religiosi nella Chiesa.

Ma che cosa vuol dire vita consacrata? Che cosa vuol dire essere una religiosa, essere un consacrato? Papa Giovanni Paolo II nel 1996 scrisse: «La vita consacrata, profondamente radicata negli esempi e negli insegnamenti di Cristo Signore, è un dono di Dio Padre alla sua Chiesa per mezzo dello Spirito. Con la professione dei consigli evangelici i tratti caratteristici di Gesù – vergine, povero ed obbediente – acquistano una tipica e permanente “visibilità” in mezzo al mondo». Ecco cosa è la vita consacrata: è un dono di Dio alla sua Chiesa. È rendere visibile, in mezzo al mondo, il modello di vita del Signore Gesù.

Un unico cammino, varie comunità

Attraverso i secoli sono nate varie esperienze di vita consacrata, perché radicate nella vita concreta, nella storia. Ogni epoca ha avuto sante e santi fondatori che hanno aperto un cammino di consacrazione per tanti discepoli: i monaci e le comunità di vita contemplativa, gli Ordini mendicanti, le congregazioni moderne di vita e attività apostolica… e gli istituti secolari. In questi decenni sono nate nuove esperienze di fraternità di consacrati, a volte all’interno dei movimenti ecclesiali.

La vita consacrata nella Diocesi di Pinerolo

La vita religiosa è significativa nella storia della nostra Diocesi. Se trovassimo in qualche angolo delle vecchie foto di famiglia saremmo sorpresi dal gran numero di comunità religiose presenti a Pinerolo e nelle sue valli. Alcune non ci sono più da molto tempo: i Benedettini e i Cistercensi (dell’Abbazia di Santa Maria in Verano), i Frati Minori (la cui presenza fu significativa), i Gesuiti (quest’anno ricorre il quarto centenario del loro arrivo)… E poi, ancora, le Clarisse, i Domenicani, gli Agostiniani…  In questi ultimi decenni hanno lasciato il Pinerolese anche le Certosine di Riva, le Figlie di Maria Ausiliatrice e i Salesiani che a Monte Oliveto avevano il noviziato, le suore della Carità di San Vincenzo de’ Paoli a Luserna San Giovanni con la bella figura di suor Gabriella Borgarino… Siccome lo sguardo su queste foto di famiglia è attraversato da una luce di fede guardiamo a questi fratelli e sorelle come a dei familiari che non ci sono più ma che, con la loro vita e il loro DNA, fanno parte del nostro presente.

Poveri e Vangelo

Che cosa stimola la nascita di nuove comunità religiose? Possiamo dire che sono nate fraternità e istituti di suore o di religiosi a partire dalle necessità concrete della gente. In primo luogo, la vicinanza ai poveri: è monsignor Giuseppe Rey, allora vescovo di Pinerolo, a chiamare nel 1825 da Chambery le Suore di San Giuseppe, da lui conosciute e stimate, perché alcune di loro si dedicassero all’educazione delle fanciulle povere e all’assistenza dei malati. Ed è da quella piccola presenza di tre giovanissime suore ventenni che sono nate le suore di San Giuseppe di Pinerolo (oggi facenti parte della congregazione delle Suore di San Giuseppe di Chambéry) che tutti conosciamo. In quegli stessi anni (1827), a Torino, don Giuseppe Benedetto Cottolengo è chiamato al capezzale di una donna in attesa del quarto figlio, rifiutata da tutti gli ospedali, che gli muore tra le braccia. È il germe della Piccola Casa della Divina Provvidenza. E le sue suore giungeranno anche a Pinerolo, e in tanti altri luoghi, per continuarne la grande missione di carità. E i giovani, i ragazzi che hanno ricevuto una buona formazione professionale dai Giuseppini dei san Leonardo Murialdo? O gli anziani curati dalle Suore del Santo Natale a Buriasco? E quante altre presenze nella nostra storia, quanti sacrifici, quanto amore!

Il secondo fondamentale tassello è l’evangelizzazione: l’annuncio del Vangelo, la formazione dei laici e dei sacerdoti e la predicazione sono l’impegno di Pio Bruno Lanteri che percorre il Piemonte e l’Europa fondando la comunità degli Oblati di Maria Vergine, per portare a tutti la luce del Vangelo e dei sacramenti. Dal 1830 il suo corpo riposa proprio a Pinerolo. Ma, sempre nella logica dell’evangelizzazione e della missione, la preghiera e la testimonianza delle nostre care sorelle del Monastero della Visitazione non è forse la lampada che brilla in alto e ci invita a vivere con più amore il nostro rapporto personale con Dio (la preghiera) e con il Vangelo? Anche i Cappuccini presenti a Pinerolo, pur a fasi alterne fin dal 1580, vi giunsero per offrire la predicazione, il servizio durante la peste e la fraterna testimonianza di Vangelo.

Grazie per la vocazione alla vita consacrata

È allora chiaro che, per noi consacrati, il cammino da percorrere è quello di uscire dalle nostre incertezze e fragilità, oggi evidenti per l’invecchiamento e il calo di vocazioni, per continuare a lasciarci toccare dal Vangelo e dai fratelli e sorelle più poveri in quel bel cammino di vita che ci è stato consegnato: ecco perché, a San Maurizio, abbiamo reso lode al Signore anche per le sorelle e i fratelli che quest’anno festeggiano l’anniversario di vita consacrata.

fra’ Luca Margaria