Al via la Scuola diocesana di Teologia

Il 22 gennaio 2026 partono i corsi della Scuola diocesana di Teologia di Pinerolo che prende spunto dalla lettera pastorale “In festa” del vescovo Derio Olivero

“In festa” è il titolo scelto dal vescovo Derio per la sua ultima lettera pastorale, pubblicata lo scorso autunno. Lo stesso tema è stato scelto come riferimento portante della proposta 2026 della Scuola diocesana di Teologia. I responsabili – don José Omar Larios Valencia (cancelliere e vicario giudiziale diocesano) e il diacono Walter Gambarotto – spiegano: «I corsi si pongono come obiettivo quello di proporre un itinerario di formazione teologica, filosofica e scritturistica per aiutare chi è in ricerca, chi opera all’interno della realtà ecclesiale, chi è già inserito in un cammino personale di approfondimento della fede, intendendo affrontare la verità su Dio, sulla Chiesa, sulla fede e sull’etica in cui ragione e fede si stimolano a vicenda, considerando l’attuale situazione culturale e sociale». Inoltre rappresentano una preziosa opportunità di aggiornamento per chi opera nella pastorale. «Viviamo un tempo di grandi cambiamenti – commenta il vescovo –. E spesso, restiamo sospesi, in ricerca, in attesa di una risposta. La teologia è una scienza che osa affrontare le domande fondamentali della vita argomentando alla luce della fede cristiana. Per aiutarci a dar parola alla nostra vita quotidiana».

Le lezioni si terranno sempre il giovedì dalle ore 20:30 alle 22:30 a Pinerolo nella Sala “L. Milani” del Seminario (via Trieste, 44). La partecipazione è gratuita. Presentiamo qui di seguito il prospetto dei corsi, con le indicazioni relative a docenti, contenuti e date di svolgimento. Info: diacono Walter Gambarotto (349.3184290) – don Omar Larios Valencia (0121.373322) – scuola.teologia@diocesipinerolo.it

Corso di Antropologia Teologica: “la festa come tempo che eccede. A scuola di umanità̀ di Gesù” (Sonia Ristorto, docente presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Fossano). Il corso si propone di riflettere sul significato antropologico del tempo festivo e delle feste cristiane, intese come memoria viva della vita di Gesù: una vita che, condividendo pienamente la nostra umanità, rivela il volto di un Dio che si prende cura della riuscita della nostra esistenza. Date: 22 gennaio (“La festa: rito e memoria”), 29 gennaio (“Come Gesù vive la festa”), 5 febbraio (“La domenica”), 12 febbraio (riflessioni a gruppi su testi scelti); 19 febbraio (“Feste cristiane”).

Corso di Filosofia Teoretica: “Liberare il tempo. La festa come rito e come dono” (prof. Franco Milanesi, filosofo). Il corso vuole esaminare la festa come momento essenziale dell’esperienza individuale e collettiva, in quanto sospensione del quotidiano e apertura a forme diverse di senso. Il corso si propone di indagare i tratti fondamentali della festa e la varietà delle sue manifestazioni, per comprenderne il significato filosofico e il ruolo nella vita delle comunità e dei soggetti. Date: 26 febbraio (“La festa: dare tempo al tempo”), 5 marzo (“La comunità in festa. Alla ricerca di un’identità sospesa.”), 12 marzo (“Le feste nella storia”), 19 marzo (“Feste religiose, feste laiche. Il rito”), 26 marzo (“In festa: comunità e soggetti”).

Corso biblico: “La festa della fede. Relazione tra festa e storia della Salvezza nell’A.T. e nel N.T.” (don Carlo Cravero, della Diocesi di Saluzzo, direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Fossano dove è anche docente di AT e NT). Il corso prevede di esplorare il significato delle feste bibliche come espressione privilegiata dell’alleanza tra Dio e il suo popolo. Date: 9 aprile («“E Dio vide che era cosa buona” (Gen 1,18). Il tempo e lo spazio quali coordinate per vivere la festa»), 16 aprile («“Mia forza e mio canto è il Signore” (Es.15,2). Il Dio della liberazione inaugura la festa di Pasqua»), 23 aprile («“Ci è stato dato un figlio” (Is 9,5). La festa per la vita e la vita di Dio con gli uomini»), 30 aprile («“Oggi devo fermarmi a casa tua” (Lc 19,5). Amicizia e convivialità di Gesù»), 7 maggio («“Fate questo in memoria di me” (Lc 22,19). La festa più grande è il dono di sé stessi»).

 Vincenzo Parisi

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