
«È un appuntamento che, anno dopo anno, continua a toccare i cuori e a radunare tantissime famiglie. Lo vediamo crescere come un gesto semplice ma profondissimo: un modo per dire grazie ai papà, per sostenerli nel loro cammino, per riconoscere la bellezza e la responsabilità del loro ruolo».
Così Cristiano e Laura, direttori dell’Ufficio Diocesano Famiglia, presentano la “Benedizione dei papà” che il vescovo Derio presiederà in Cattedrale domenica 22 marzo alle ore 18.
Proseguono Cristiano e Laura:
«Tra volti emozionati e mani che si stringono si respira sempre qualcosa di speciale: una comunità che si ritrova, un clima di preghiera che diventa abbraccio, una benedizione che incoraggia e rinnova. Ci auguriamo davvero che anche quest’anno tante persone possano partecipare, portando con sé la propria storia, le proprie fatiche e le proprie gioie, per vivere insieme questo momento di luce e di fiducia».
Ma che cosa significa benedire i padri? Lo abbiamo chiesto al vescovo Derio.
Mettere al mondo dei figli è sicuramente un atto coraggioso: vuol dire decidere di dedicare per tutta la vita un’attenzione particolare a loro, perché mettere al mondo un figlio è per sempre. Questo gesto merita oggi apprezzamento, riconoscenza e rispetto. Per questo la Chiesa deve impegnarsi a sostenere i genitori in questa responsabilità e in questo compito impegnativo. La celebrazione della benedizione vuole proprio esprimere, da parte della Chiesa, questo apprezzamento e questa vicinanza, oltre a ricordare la sicura vicinanza di Dio.
Nella famiglia qual è lo specifico educativo del papà?
Una bella definizione di adulto, data da Armando Matteo, dice così: “L’adulto è colui che ha toccato con mano i limiti della vita e ci crede ancora”. I genitori sono i primi adulti che i figli incontrano e dunque sono i primi a dover testimoniare la fiducia nella vita. Devono insegnare ai loro cuccioli a dare fiducia alla vita e, per questo, offrire buoni motivi per apprezzarla, cioè per coglierne il senso, e strumenti adeguati per affrontarla. Questo è il primo compito dei genitori. In particolare il padre è chiamato a incarnare la capacità di vedere i limiti, riconoscerli e non scoraggiarsi. Gli psicologi parlano spesso del padre come della figura della legge. Questo richiama proprio il tema del limite e della regola, entro i quali, però, deve rimanere viva la fiducia in una vita che promette futuro.
Quanto è importante per i padri, e più in generale per i genitori, trasmettere la fede?
La trasmissione della fede per i genitori credenti rappresenta una grande sfida. Spesso questo aspetto diventa marginale nell’educazione o addirittura irrilevante. È invece fondamentale ricordare che la fede sostiene proprio quella dimensione di cui parlavamo prima, cioè la capacità di dare fiducia alla vita. Avere fede significa riconoscere che c’è qualcuno più grande di noi e quindi capire che non siamo il centro del mondo. Nella fede cristiana, Dio è un Padre che si prende cura di noi. Per questo si può guardare al proprio cammino e al proprio futuro con fiducia.

